Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiIl debutto di SpaceX al Nasdaq di venerdì 12 giugno è stato effervescente e ha confermato così le aspettative di quella che al momento rappresenta l’Ipo più grande della storia delle Borse.
Il colosso aerospaziale guidato da Elon Musk ha registrato un balzo del 19% chiudendo la prima sessione sui mercati pubblici a 161 dollari ad azione su un prezzo di collocamento di 135 dollari, spingendo la sua capitalizzazione di mercato oltre i 2.000 miliardi di dollari e il patrimonio del suo “padrone” oltre 1.100 miliardi (più del Pil della Svezia per far capire la dimensione dei numeri in gioco). Coloro che hanno sottoscritto l’offerta in sede di Ipo e gli azionisti che hanno supportato l’azienda nei suoi ripetuti round di finanziamento possono dunque già cantare vittoria ma chi è rimasto fuori dai giochi come dovrebbe muoversi? Comprare perché comunque il titolo potrebbe replicare il percorso di Tesla (per restare in casa Musk) e degli altri big del tech? Oppure stare fuori (o attendere correzioni del prezzo prima di entrare) visto che la ipervalutazione già raggiunta da un’azienda che al momento non produce un dollaro di reddito? Gli analisti e gli esperti sono divisi. Il fronte rialzista vede nell’azienda, non una semplice società aerospaziale, ma un ecosistema in grado di rivoluzionare i mercati e la società, nonché la ricerca spaziale; i più scettici sollevano invece perplessità legate alla futura struttura di governance accentrata nelle mani di Musk e alle incertezze legate ai rendimenti di attività eccessivamente proiettate al futuro, come la colonizzazione dei corpi celesti.










