HomeReggio EmiliaCronaca"Stefano era un uomo pacifico". La lettera dell’ex moglie di Daveti: "Devo difendere la sua memoria"Lunedì l’udienza davanti al gup: l’insegnante spezzino fu ucciso a colpi di spranga a Morsiano, nel 2024. Maria Rosa Salerno: "Non è stata capita la gravità del fatto: continuerò a ricordarlo come persona e vittima". .Stefano Daveti, deceduto nel 2024Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici"Giustizia per Stefano". A pochi giorni dall’udienza preliminare per l’omicidio di Stefano Daveti, l’insegnante spezzino ucciso nel giugno di due anni fa nella sua abitazione a Morsiano di Villa Minozzo, fissata lunedì in Tribunale a Reggio Emilia davanti al giudice dell’udienza preliminare Luca Ramponi l’ex moglie Maria Rosa Salerno ha rotto il lungo silenzio in una lunga lettera. "Continuerò a chiedere – ha scritto – che Stefano venga ricordato anzitutto come una persona e come una vittima. Perchè la verità dei fatti e il rispetto della sua memoria meritano ancora di essere difesi".
Stefano Daveti, insegnante di storia dell’arte da qualche tempo residente in Emilia, si è spento il 24 giugno 2024 all’ospedale di Parma dove era stato trasportato in condizioni disperate dopo l’aggressione a colpi di spranga. Il fascicolo iniziale è stato aperto nei confronti di due residenti, indagati per omicidio volontario in concorso. A processo è finito Cristian Chesi, al tempo 49 anni, attualmente sottoposto alla custodia cautelare in carcere. In vista dell’udienza di lunedì l’ex moglie della vittima ha voluto ricordare la figura di Stefano. Nel procedimento si sono costituiti parte civile i fratelli della vittima assistiti dall’avvocato Andrea Lazzoni del foro della Spezia.







