di Roberto Tortoralunedì 15 giugno 20262' di lettura

Di tempo ne è passato da quel tragico 13 agosto 2007. Diciotto anni e mezzo dopo è ancora vivido nella mente di Alberto Stasi quel lunghissimo interrogatorio davanti alla pm Rosa Muscio. E undici anni dopo l’ingresso in carcere, l’unico condannato per l’omicidio di Chiara Poggi si ritrova al centro dell’attenzione pubblica per ragioni diverse da quelle che per anni ne hanno segnato l’immagine.Stasi, oggi 42enne, emerge dalle relazioni del carcere di Bollate con un profilo distante da quello che per lungo tempo ha dominato il racconto mediatico del caso Garlasco. Una narrazione che aveva trasformato la sua naturale riservatezza in sospetto, i suoi silenzi in indizi e la sua freddezza apparente in prova morale di colpevolezza.Alberto Stasi fuori dal carcere di Bollate, cos'ha regalato ai compagni di cella prima di uscireCambierà vita, Alberto Stasi. Ora è ufficialmente un uomo libero. E per svoltare, ha deciso di regalare un...A pesare sul giudizio dell’opinione pubblica furono anche le accuse poi rivelatesi infondate di pedopornografia, le discussioni sulla sua vita privata e l’analisi della famosa telefonata al 118, giudicata da molti “troppo fredda” per chi aveva appena trovato morta la fidanzata. Ma nelle carte del Tribunale di Sorveglianza di Milano, che ha autorizzato l’affidamento in prova, emerge un quadro differente.Gli esperti descrivono uno Stasi che ha affrontato il percorso detentivo cercando il confronto con psicologi ed educatori, superando la “comprensibile iniziale difficoltà ed imbarazzo” nell’affrontare “le tematiche più intime connesse allo sviluppo psicosessuale”.Alberto Stasi libero, come cambia ora la sua vita (e quella di Sempio)Avrà l’obbligo di una dimora fissa (probabilmente quell’appartamento che ha preso in affitto vicino a...I giudici sottolineano come “nella narrazione dei momenti di condivisione familiare e amicale è emersa la sussistenza di legami familiari validi” e come “gli ulteriori spazi di libertà e le riflessioni effettuate abbiano abbassato ulteriormente la tendenza difensiva del detenuto, cui va riconosciuto un comportamento in linea con la accettazione della condanna”.Secondo le relazioni, “l’equipe del carcere evidenzia la capacità del condannato da un lato di accettare una condanna che ritiene ingiusta (senza però vivere l’istituzione come nemica)”. Dall’altro, durante tutta la detenzione, “il tema della parte offesa è stato presente nella sua elaborazione”. Per i magistrati “non emergono vissuti rancorosi né repertori narrativi screditanti”.Garlasco, clamoroso: cosa ha fatto Stasi appena uscito dal carcereDopo 10 anni e mezzo circa di reclusione, Alberto Stasi ha lasciato a fine mattina il carcere di Bollate, nel Milanese, ...Tanto che oggi Stasi “è apparso più aperto e meno difeso nell’espressione della propria emotività”, pur conservando quella “innata tendenza al controllo e gestione del proprio mondo emotivo” che per anni ha contribuito a renderlo, agli occhi di molti, un uomo difficile da comprendere. Ora è uscito dal carcere.