Flaminia Giorda, dirigente del ministero della Pubblica Istruzione: «L'attualità può essere un criterio, ma soprattutto direi che si dà importanza alla significatività delle tematiche»
Flaminia Giorda, 63 anni, storica dell’arte, guida dal 2020 il Servizio ispettivo e la Struttura tecnica degli esami di Stato. La chiamano la custode dei temi dell’esame di maturità, visto che è quasi l’unica insieme al ministro Giuseppe Valditara, a conoscere le tracce dalla fine di aprile. È già successo che qualcuno li conoscesse in anticipo, dice lei a Repubblica: «Ricordo vagamente un caso degli anni Settanta; ma la prova fu annullata e i temi sostituiti». E lei? «Per fortuna tutti i miei amici sanno bene che ogni domanda sulle prove d’esame è vietatissima… E poi ho lavorato con impegno a costruirmi la fama di persona riservatissima, dunque i conoscenti sanno che ogni speranza di spoiler è esclusa, e si sono dovuti arrendere».
La scelta delle tracce finali comincia presto e finisce con Valditara: «Al ministro ne vengono presentate molte possibili per ciascuna tipologia. Le leggiamo insieme, ne discutiamo, e la scelta finale spetta a lui. Poiché ogni sessione è composta da sette tracce, si cerca di costruire un insieme equilibrato, significativo, nuovo rispetto agli anni passati, e di fare scelte non banali». Uno spoiler la custode delle tracce lo dà: «L’attualità può essere un criterio, ma soprattutto direi che si dà importanza alla significatività delle tematiche. E anche la varietà è importante: occorre che le tracce tocchino ambiti differenti, propongano possibilità di espressione diverse. Un aspetto, questo, a cui il ministro Valditara tiene particolarmente, affinché ciascuno studente possa trovare uno spunto che valorizzi il proprio percorso di crescita personale e culturale».












