Il primo campione bancario europeo sta nascendo nonostante l’opposizione della Germania. E’ l’impressione che si trae dal botta e risposta tra Unicredit e Commerzbank, che ieri ha fatto registrare la bocciatura ufficiale dell’offerta pubblica di scambio da parte del governo federale di Friedrich Merz. Nonostante questo, il titolo della banca italiana è stato sommerso da una pioggia di acquisti in Borsa (più 4,2%), segno che gli investitori credono nella buona riuscita dell'operazione. L’agenzia finanziaria statale, azionista di Commerzbank con il 12,5%, ha detto che non consegnerà le azioni perché l’offerta non è economicamente fattibile e ha sottolineato che il governo “sostiene l’indipendenza” dell’istituto di credito visto il “ruolo vitale” nel finanziamento dell’economia tedesca e delle pmi. Eppure, anche questa presa di posizione non è sufficiente a sbarrare il passo a Unicredit, che si sta dimostrando più che determinata a portare a termine un’operazione confidando negli assist che ha ricevuto dai vertici dell’Unione europea.In realtà, c’è anche un altro aspetto che favorisce la scalata “cross border” di Orcel e cioè che il governo federale tedesco non ha strumenti normativi per opporsi a differenza di quanto ha fatto il governo italiano con il golden power sull’operazione Unicredit-Banco Bpm o quello spagnolo, che ha imposto alcune prescrizioni alla fusione tra Bbva e Banco Sabadell. Insomma, l’unica chance che ha Merz è non aderire all’offerta di Orcel. Ieri, ultimo giorno dell’offerta, che vedrà, però, un prolungamento di 15 giorni, le adesioni sono arrivate quasi al 13% portando la partecipazione diretta detenuta in Commerzbank al 43%, abbastanza per controllare l’assemblea dei soci . Calcolando gli strumenti derivati in mano a Unicredit, Gae Aulenti è già potenzialmente al 55%. Non è un caso che Orcel abbia già fatto sapere di essere nelle condizioni di azzerare il board della banca tedesca il prossimo anno e di prevedere nel giro di tre anni una fusione tra Commerzbank e Hvb, l’altra banca controllata in Germania da Unicredit. Se riesce, è un’aggregazione bancaria che nasce a spallate ma resterà nella storia.
Il fragile muro tedesco contro Orcel
L’agenzia finanziaria statale, azionista di Commerzbank con il 12,5 per cento, ha detto che non consegnerà le azioni perché l’offerta non è economicamente fattibile. Eppure, anche questa presa di posizione non è sufficiente a sbarrare il passo a Unicredit














