HomeCultura e SpettacoliIl cinema e il coraggio del dissenso. Da Satrapi alle voci libere dell’IranAl Mic l’omaggio alla disegnatrice a pochi giorni dalla sua morte. E l’Arlecchino dà luce ai registi indipendentiAl Mic l’omaggio alla disegnatrice a pochi giorni dalla sua morte. E l’Arlecchino dà luce ai registi indipendentiRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciIl cinema libero di Marjane Satrapi arriva al Mic, il Museo interattivo del cinema, mentre nelle sale dell’Arlecchino si dà voce all’arte del dissenso in Iran, attraverso il suo Persepolis e altri sei registi iraniani che non si sono fatti zittire e oscurare dal regime. "Una rassegna per parlare di una cinematografia vitale, coraggiosa, sorprendente. Una rassegna per fare luce su uno dei Paesi dalla storia gloriosa, da decenni di oppressione religiosa e politica e di repressione violenta del dissenso", sottolineano da Cineteca Milano.
Si comincia sabato alle 17 al Mic con l’omaggio a Marjane Satrapi a due settimane dall’improvvisa scomparsa della disegnatrice iraniana, naturalizzata francese. Se n’è andata a 56 anni, un anno dopo il "marito e amore della sua vita Mattias Ripa", produttore, attore e sceneggiatore. Satrapi era diventata famosissima in tutto il mondo per Persepolis, una graphic novel autobiografica diventata poi un film uscito nel 2007, codiretto dalla stessa Satrapi insieme a Vincen Paronnaud: cuore della storia la crescita di una giovane donna nell’Iran della rivoluzione islamica e il difficile confronto con l’Occidente. E sarà proprio Persepolis (in calendario sabato e domenica 12 luglio) a inaugurare la rassegna sul suo cinema libero, che prosegue con Pollo alle prugne (sabato 27 giugno, alle 15 e mercoledì 15 luglio alle 20) e dai film The Voices (mercoledì 24 giugno e venerdì 3 luglio alle 20) e Radioactive (martedì 30 giugno alle 19 e venerdì 10 luglio alle 20) che incrocia anche la biografia di Marie Curie per riflettere sulle conquiste della scienza e sulle loro conseguenze etiche e sociali. Da mercoledì 24 giugno il suo sguardo si incrocia a quello degli artisti iraniani indipendenti, perseguitati dal regime. La rassegna è organizzata insieme all’associazione Maaanà e "nasce dal bisogno urgente di guardare in faccia una realtà troppo spesso nascosta o semplificata, con il cinema che diventa voce di un Paese, l’Iran, segnato da oltre 47 anni di repressione politica e sociale. Storie che raccontano il peso della censura, la violazione dei diritti umani, la discriminazione etnica e religiosa, la realtà della pena di morte, la sorveglianza e la negazione sistematica delle libertà fondamentali e della libertà di pensiero", spiegano dall’associazione.






