Milano, 17 giugno 2026 – Un indagato. Altri quattro perquisiti. E sei sospesi in totale dall’azienda, a tempo indeterminato e senza retribuzione. Ad appena ventiquattro ore dalla deflagrazione social del caso “Staff Ticinese”, la chat in cui alcuni dipendenti Atm avrebbero commentato con frasi sessiste le foto di passeggere estrapolate da (almeno) uno di loro dalle telecamere interne dei mezzi pubblici, gli accertamenti in parallelo di Procura e Foro Buonaparte hanno portato a una doppia accelerazione. Alcuni frame del post pubblicato su Instagram da Carly Tommasini dove si vede anche la contestata chat "Ticinese Staff"

Le perquisizioni

Sul fronte giudiziario, nel primo pomeriggio di ieri, i pm Grazia Colacicco e Carlo Parodi hanno dato mandato agli agenti della polizia locale di perquisire l’abitazione del cinquantottenne autista Atm A.S., iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di accesso abusivo a sistema informatico perché, come si legge nel decreto, “con abuso dei poteri inerenti alla qualità di incaricato di pubblico servizio, si introduceva per finalità diverse da quelle istituzionali nel sistema informatico di videoregistrazione collocato all’interno delle vetture di linea Atm, per procurarsi immagini ritraenti il corpo delle passeggere”.