Si chiuderà entro il 15 luglio la “Conferenza dei servizi decisoria” «per l’approvazione del progetto per la completa riqualificazione dello Stadio Diego Armando Maradona». La sostanza è che siamo al rush finale per il rifacimento della struttura di Fuorigrotta, un iter iniziato formalmente un anno fa e che adesso è in dirittura di arrivo. In funzione anche di Euro 2032, ma i robusti lavori che valgono 205 milioni - ai quali andranno aggiunti quelli per la riapertura del terzo anello già in corso - si faranno a prescindere dagli Europei e da ogni altra cosa perché il Maradona va messo in sicurezza.
«Il progetto - si legge nella nota di Palazzo San Giacomo - è stato preparato dal Comune di Napoli con l’ausilio di società di servizio specializzate nelle attività connesse ai lavori da realizzare. L’approvazione è attesa entro metà luglio, in modo da poter presentare la candidatura ufficiale per gli Europei di Calcio 2032 entro fine luglio, come richiesto dalle regole di Figc ed Uefa».Napoli, entro metà luglio sì al progetto per la riqualificazione del MaradonaUn lavoro che procede sotto la supervisione del sindaco Gaetano Manfredi e coordinato dall’assessore alle Infrastrutture Edoardo Cosenza e dal direttore generale del Municipio Pasquale Granata. Chi farà i lavori? Entro l’anno sarà bandita la gara per l’appalto integrato, chi se l’aggiudicherà avrà sia l’onere della progettazione esecutiva che quello dei lavori. Obiettivo è porre la prima pietra per il nuovo Maradona entro la seconda metà del 2027 e non è un caso. Intanto, domani la delegazione napoletana è attesa per un vertice in Figc - che è il tramite della Uefa - dove verrà presentato il progetto oggetto della Conferenza dei servizi.Non sono attese infatti “Osservazioni” di sostanza dalla stessa Conferenza. Ma l’accelerazione impressa dal Comune è dovuta anche alla del Commissario per gli stadi Massimo Sessa che lunedì ha firmato il suo prima atto dando il via libera alla Conferenza dei servizi sullo stadio della Roma a Pietralata, con l’obiettivo di posare la prima pietra, anche qui, nel 2027. Il Commissario vincola i tempi autorizzativi a un massimo di 90 giorni. Ora il Maradona - a differenza di quello della Roma che sarà un nuovo stadio fatto da privati - è uno stadio pubblico e e i lavori si faranno con i soldi pubblici quindi non ci dovrebbero essere tempi morti. Ma all’occorrenza - nel caso si finisse imbrigliata per esempio nelle maglie della Sovrintendenza - non è solo una ipotesi di scuola che Manfredi si potrebbe avvalere di questo strumento dello Stato fortemente voluto dal ministro per lo Sport Andrea Abodi che contempla procedure più snelle e soprattutto celeri. Solidarietà al Plebiscito, a Napoli il charity show di Zanetti: «Aiutiamo l’Argentina»Riepilogando le cose stanno così: entro fine luglio la candidatura del Maradona quale stadio per Euro 2032 alla Uefa, entro fine anno la gara per i lavori, nella seconda metà del 2027 la prima pietra. Stadio che dovrebbe essere pronto un anno prima dell’inizio della kermesse continentale calcistica, cioè massimo per primo semestre del 2031. Entro giugno-luglio l’atto della Regione con il quale garantisce la copertura dei costi pari a 200 milioni. I tempi sono fondamentali per Euro 2032, ma soprattutto per dare alla città uno stadio moderno e capace di giocarsela con i grandi impianti internazionali. E dare anche alla squadra di calcio della città un impianto funzionale. «Il Progetto di ammodernamento - si legge nella relazione allegata - è sviluppato con l’obiettivo di raggiungere una capienza complessiva di circa 60mila posti. Individuando un equilibrio tra grande affluenza, comfort individuale, sicurezza e qualità dell’esperienza. Tale dotazione rappresenta uno degli elementi centrali della strategia progettuale, in quanto consente alla stadio di rispondere ai requisiti funzionali e prestazionali richiesti per competizioni Uefa, eventi calcistici di rilevo e manifestazioni su grande scala». Uno stadio che sarà senza pista di atletica. Sulla copertina del Progetto - questo trapela - ci sono le immagini della festa del quarto scudetto con l’iconico scenario del lungomare gremito da centinaia di migliaia di persone che attendono il bus scoperto con i calciatori azzurri che mostrano la Coppa dello scudetto. Un impianto completamente riconfigurato con un solo anello che inizia dall’alto e arriva massimo a sette metri dal terreno di gioco. Con una copertura nuova e soprattutto quasi del tutto autosufficiente dal punto di vista energetico. Dove la visuale della partita sarà pulita al cento per cento in ogni settore.









