Quaranta mesi di lavori e un investimento, Iva inclusa, di 218.621.208 euro per dare a Cagliari il nuovo stadio. Un Sant’Elia bis, in sostituzione del vecchio: nell’immaginario collettivo è già romanticamente intitolato a Gigi Riva-Rombo di tuono, sebbene nel Pef, il Piano economico finanziario, la bibbia di costi e ricavi dove tutto si monetizza, le ragioni del cuore difficilmente troveranno spazio.
In città non se ne ricordano altri di investimenti con queste modalità. Sull’asse Regione-Comune i soldi sono a fondo perduto: 50 milioni dall’una, dieci dall’altro. C’entra pure la Sfirs, la Finanziaria sarda, 100 per cento di capitale pubblico, pronta a entrare in partita con un project bond da 30 milioni. Tecnicamente, un’obbligazione di scopo. Nella pratica, un titolo di credito con cui la futura NewCo dello stadio, cioè il Cagliari calcio o chi per lui, promette di realizzare «un’arena sostenibile e in grado di garantire innovazione, tecnologia e sardità».
Il nuovo progetto dello stadio si estenderà su circa 100mila metri quadrati, con 5mila posti auto e servizi annessi. Tra le strutture previste anche un hotel a cinque stelle, inserito nell’“offerta premium” delineata da Deloitte, advisor incaricato della redazione del Piano economico-finanziario.








