Uno stadio di «categoria quattro». La fascia più alta riconosciuta dalla Uefa. Un Santo Graal del pallone capace di far girare un miliardo di euro, è la stima da qui al 2075, affiancando aree vip e hotel a manto verde e spogliatoi. Più cibo e gadget, musica ed eventi. Il nuovo Sant’Elia di Cagliari si presenta come un top di gamma ancora prima di incassare il via libera definitivo (a fine mese, qualora vada bene). Ma se l’Europeo 2032 sembra la ragion d’essere, è il calcio non giocato il motore del sogno: le partite smetteranno di essere tifo nazional popolare da novanta minuti per elevarsi a divertimento sette giorni su sette. È quella “stadium economy” che trasforma gli impianti sportivi in «hub funzionali», li chiamano, dove il tempo, ogni istante, è scandito dai ricavi. Raggiunti o mancati. Un modello di business a cui si è allineata la Regione che al Cagliari calcio ha riconosciuto 50 milioni di euro, «quale contributo d’equilibrio in compensazione alla rinuncia di realizzare un parco commerciale». Lo prevedeva il progetto preliminare. Poi lo stralcio. Tombale.

Quadro normativo

«La costruzione degli stadi – dice Marco Bellinazzo, giornalista de Il Sole 24 Ore e massimo esperto italiano in materia – credo debba avvenire senza sostegno pubblico, per non alterare la concorrenza. Tuttavia, è il quadro normativo attuale a consentire forme di co-finanziamento che vanno a compensare gli interventi accessori. Quelli che un tempo venivano autorizzati in deroga, come la realizzazione di negozi, falsando però il mercato». È sull’onda dei conflitti amministrativi generati da maglie concessorie troppo larghe che la Legge Stadi, datata 2013, è stata rivista «ammettendo la compartecipazione pubblica e bloccando le opere destinate a diventare diseconomie per il territorio». Un ragionamento, questo, che Bellinazzo allarga agli hotel, il nuovo guadagno aggregato agli stadi, «ma la cui realizzazione non può prescindere dalla valutazione dell’offerta esistente». L’ospitalità è anche la voce che fa lievitare le spese: a Cagliari si arriva a 7.200 euro a posto, contro i 3.500 di uno stadio non polifunzionale, considerando la capienza da 30.076 persone e i 218.621.208 euro di costo totale.