«La Russia deve fare un accordo», parola di Donald Trump. Il tanto atteso bilaterale a margine del G7 fra il presidente Usa e Volodymyr Zelensky, tante volte evocato, c’è stato ed ha avuto - per ora - il risultato di convincere il tycoon a intensificare le pressioni su Vladimir Putin.«Farò tutto ciò che è in mio potere», ha affermato, assicurando di voler dare seguito alla promessa che una volta incassato l’accordo con l’Iran il suo impegno sarà rivolto a porre fine anche «all’altra guerra».Zelensky è arrivato ad Evian nel ruolo di uomo del giorno, con tutti i riflettori puntati su di lui: dopo essere stato ricevuto da Macron con tanto di passeggiata tete-a-tete nei boschi che circondano il luogo del vertice, è seguito il bilaterale con Trump al riparo da telecamere indiscrete.Alla fine il leader ucraino incassa l’impegno del G7 a non affievolire il sostegno a Kiev e a lavorare per nuove misure restrittive che accentuino la pressione su Mosca. Lo stesso Trump ha dichiarato che «presto potrebbero essere reintrodotte sanzioni sul petrolio russo», quelle che erano state temporaneamente revocate per far fronte alla crisi energetica provocata dal blocco di Hormuz.Al centro dei colloqui col leader ucraino - il giorno dopo il durissimo attacco russo su Kiev che ha colpito la Cattedrale della Dormizione - simbolo di un intero Paese, anche la possibilità di aprire un negoziato diretto con Putin, l’ipotesi di un vertice in campo neutro, magari negli Stati Uniti. Ma la risposta secca del Cremlino è giunta proprio mentre Zelensky metteva piede ad Evian: «Se lui vuole parlare in modo responsabile e serio, allora venga ad incontrare Putin a Mosca», ha affondato Dmitry Peskov, portavoce dello zar. Ma il presidente ucraino non molla e, pur ammettendo come il dialogo sia «molto difficile», ha rilanciato l’ipotesi di un summit in campo neutro: «Si potrebbe fare in Svizzera, in Turchia, in un Paese del Medio Oriente».La speranza è che Trump faccia propria questa richiesta e la inoltri a Putin, quando a Mosca approderanno i suoi inviati Steve Witkoff e Jared Kushner. Ancora una data non c’è, ma il loro arrivo - prima o poi - è stato confermato dal Cremlino.Intanto dalla sessione dei leader del G7 dedicata al dossier ucraino arrivano buone notizie per Kiev. Fonti italiane hanno riferito di impegno condiviso a «rafforzare il sostegno energetico e in materia di difesa aerea».E fonti diplomatiche francesi hanno confermato questa compattezza dei sette. Mentre Trump prima di lasciare Evian potrebbe incontrare per una seconda volta Zelensky: «Ho parlato adesso con il presidente ucraino e domenica ho parlato anche con il presidente Putin.Diciamo sempre le stesse cose: loro stanno continuando a combattere, stanno continuando a perdere i loro soldati, così tanti soldati, non succedeva una cosa del genere dalla Seconda Guerra Mondiale. Ho risolto 8 guerre, pensavo che questa fosse la più semplice da risolvere, ma in realtà purtroppo i due leader non sono compatibili, non riescono a incontrarsi», ha ribadito il tycoon.«I leader del G7 - la sintesi di Zelensky - concordano sul fatto che la Russia non stia vincendo». Anzi, Mosca «lamenta molte vittime, e deve raggiungere un accordo il più rapidamente possibile», un concetto che «un numero crescente di russi ha cominciato adesso a capire. Meglio tardi che mai».
Il pressing del G7 su Mosca, il presidente Usa: Putin deve fare l'accordo
I sette grandi pronti a nuove sanzioni. Il no russo alla proposta di un vertice in campo neutro










