Milano - Sui binari di chi ne vuole segnare uno più degli altri la Reyer Venezia ha costruito la sua stagione e, spalle al muro, ci ha provato così per non terminarla anzitempo. Ha funzionato perché l’Umana ha vinto gara 3 109-97 contro l’Olimpia Milano riaprendo la serie sul 2-1.

Ora, di certo, l’Armani ha meno certezze rispetto a quelle con cui si era presentata al Taliercio per il terzo atto della finale. Troppe palle perse, una difesa certamente meno fisica (fatali soprattutto i 19 punti subiti nei primi 5 minuti della ripresa, 36 nel 3º quarto) e un attacco compassato sono i problemi che i biancorossi non riescono a risolvere in 40 minuti. Poi ci si mette anche una Reyer che dà libero sfogo a tutto il suo potenziale offensivo con una prova da sogno da 3.

Milano ha avuto uno Shavon Shields fantastico nel primo tempo con 16 dei suoi 19 punti finali, ma nella ripresa è scomparso come tutta la squadra. Armoni Brooks e Leandro Bolmaro in attacco sono sentenze con rispettivamente 22 e 20 punti segnati, ma il problema questa volta è una retroguardia che non assorbe nulla. Per Venezia invece una prova sontuosa dei pivot con 15 punti a testa di Amedeo Tessitori e Chris Horton, magistralmente guidati da RJ Cole perfetto nell’alternare iniziative personali (18 punti) e di squadra (5 assist)