di

Leonard Berberi

Quando il 21 gennaio 1976 il Concorde decollò per la prima volta con passeggeri paganti, non stava inaugurando una rotta di tre ore e mezza. Stava incarnando un’idea di futuro. New York (5 ore indietro) arrivava prima della partenza da Londra: era una sorta di viaggio nel tempo

In edicola e in digital edition, gratis con il «Corriere della Sera» lo speciale dedicato agli orologi con tendenze, protagonisti e novità del settore. Più interviste e commenti sul concetto di tempo. Di seguito pubblichiamo il contro-editoriale del numero, dedicato al primo volo del Concorde.

Quando il 21 gennaio 1976 il Concorde decollò per la prima volta con passeggeri paganti, non stava inaugurando una rotta di tre ore e mezza. Stava incarnando un’idea di futuro. New York (5 ore indietro) arrivava prima della partenza da Londra secondo l’orologio del corpo. Era, insomma, una sorta di viaggio indietro. Mach 2 a 18.000 metri, il cielo che diventava viola scuro, il rombo che precedeva l’aereo stesso. Era più di un mezzo di trasporto: era un commento sulla nostra ambizione di dominare lo spazio e il tempo.