È arrivato il via libera dell’aula della Camera al decreto sui rimpatri volontari assistiti, già approvato in prima lettura dal Senato senza subire alcuna modifica. Il Dl sicurezza-bis o Dl rimpatri è il correttivo di un precedente decreto legge che, a seguito dei confronti con il Quirinale riguardo alla costituzionalità dei suoi contenuti, era stato ritenuto necessario rettificare.

L’obiettivo principale era modificare la disposizione contenuta nel primo provvedimento che prevedeva un incentivo per gli avvocati delle persone straniere che avessero aderito volontariamente alla procedura di rimpatrio.

L’incentivo agli avvocati

La misura originale, infatti, introduceva un indennizzo di 615 euro - da erogarsi a rimpatrio effettuato - per i rappresentanti legali di chi avesse preso parte a un programma di rimpatri volontari assistiti. Nel decreto si parlava anche di una collaborazione con il Consiglio nazionale forense (Cnf).

Proprio il Cnf aveva criticato aspramente la disposizione. Infatti, nel testo del Dl sicurezza-bis è stato eliminato ogni riferimento al Consiglio nazionale forense dall’elenco dei soggetti che possono collaborare con il ministero dell’Interno all’attuazione dei piani di rimpatrio.