93 i contrari, tre gli astenuti. Approvato il decreto sui compensi sull'assistenza al cittadino straniero nella presentazione della richiesta di partecipazione a un programma di rimpatrio volontario assistito
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L'Aula della Camera ha definitivamente approvato con 147 voti favorevoli e 93 contrari (tre gli astenuti) il Dl con "Disposizioni urgenti in materia di rimpatri volontari assistiti", nel testo identico a quello varato da Palazzo Chigi e non modificato dal Senato. Si tratta del correttivo di un precedente decreto legge che, a seguito dei confronti con il Quirinale riguardo alla costituzionalità dei suoi contenuti, era stato ritenuto necessario rettificare.Il provvedimento, si legge nel relativo dossier del Servizio studi, prevede l'erogazione dal 2026 al 2028 di "un compenso in favore del rappresentante, munito di mandato, che abbia fornito assistenza al cittadino straniero nella presentazione della richiesta di partecipazione a un programma di rimpatrio volontario assistito". L'attuale decreto legge amplia la platea dei soggetti che possono rappresentare i migranti e chiarisce che il compenso viene riconosciuto indipendentemente dall'esito del procedimento di rimpatrio. I criteri per la corresponsione del compenso, oltre a quelli per l'individuazione dei rappresentanti che possono svolgere l'attività di assistenza, verranno definiti da un decreto del ministro dell'Interno, intanto sono stati valutati oneri per 281.055 euro per il 2026 e per 561.495 euro l'anno per il 2027 e 2028."L'approvazione del decreto rimpatri oggi alla Camera costruisce un pilastro fondamentale nella strategia di contrasto all'immigrazione clandestina, introducendo strumenti rapidi ed efficaci per ripristinare la legalità e garantire la sicurezza dei cittadini. Il testo abbatte i tempi della burocrazia legati alle attuali procedure di espulsione e rende più efficaci e veloci i rimpatri, liberando il sistema da anni di paralisi amministrativa. Un impegno rispettato che si aggiunge al nuovo posizionamento dell'Ue sulle politiche migratorie. Con queste nuove norme mettiamo la parola fine alla paralisi sulle espulsioni, rendendo la vita molto più difficile per i trafficanti di uomini e i loro affari miliardari. Chi entra illegalmente violando i nostri confini deve sapere che lo Stato ha gli strumenti per rimpatriarlo in tempi rapidi e certi", ha affermato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d'Italia.










