Oltre 130 esperti e associazioni internazionali inviano una lettera aperta alla WOAH per chiedere il divieto globale all'esportazione di animali vivi e fermare i lunghi viaggi via mare, sostituendoli con il commercio di carcasse e materiale genetico
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I lunghi trasferimenti transfrontalieri di bestiame rappresentano una delle pagine più controverse e dolorose del comparto zootecnico globale. Per la Giornata mondiale contro l’esportazione e il trasporto su lunga distanza di animali vivi del 14 giugno, oltre 130 sigle e accademici da 33 Paesi hanno sottoscritto un appello alla WOAH, l’Organizzazione Mondiale per la Salute Animale. Potete trovare la lettera a questo link.
La coalizione internazionale, guidata dalla fondazione Compassion in World Farming (CIWF) e supportata in Italia da enti storici quali LAV, LAC e Animalisti Italiani, chiede una decisa inversione di rotta. L’obiettivo primario è sfruttare la storica revisione delle raccomandazioni sul trasporto per sancire la fine di rotte commerciali ritenute insostenibili. Solo in Europa, infatti, sono costretti ad affrontare viaggi infernali oltre un miliardo e mezzo di animali l’anno.
Le drammatiche condizioni sanitarie e i disastri in mare aperto









