"Icrimini di natura non rappresentano un problema isolato: compromettono la salute degli ecosistemi, riducono i servizi naturali da cui dipendiamo, aggravano gli impatti climatici e minacciano la nostra sicurezza.

Fermarli è possibile se istituzioni, esperti e associazioni collaborano: servono leggi più efficaci, controlli più severi, filiere sostenibili e un forte impegno culturale nel contrastare disinformazione e consumi illegali".

Lo afferma Domenico Aiello, responsabile tutela giuridica della Natura Wwf Italia.

"L'Italia si trova di fronte ad una occasione storica: entro maggio 2026 dovrà recepire la direttiva europea sulla tutela penale dell'ambiente che contiene una serie di norme mirate ad aumentare gli strumenti di repressione e repressione delle illegalità ambientali, incluse quelle contro la vita selvatica.

In questo momento in Parlamento si sta discutendo la bozza di decreto legislativo di recepimento in cui però mancano tutti i riferimenti al bracconaggio. Il Wwf ha già chiesto al Parlamento e al Governo di integrare il decreto e non sprecare questa opportunità che oltre a impedire di dotarci di efficaci mezzi di contrasto, aprirebbe la strada ad una procedura d'infrazione, l'ennesima in campo ambientale aperta a carico dell'Italia".