L’uso dell’intelligenza artificiale non è solo un rischio, ma anche un’opportunità. Vale un po’ per tutto, anche quando parliamo delle opportunità offerte dalle AI in psicologia. Mentre infatti molte delle discussioni si concentrano sui rischi dell’utilizzare le AI come sostituto di psicoterapeuti, c’è chi sostiene che gli LLM possano essere un valido strumento per la gestione di difficoltà psicologiche. Nello specifico per testare l’efficacia di nuove strategie, riferisce MedicalXpress. Se usati in mani esperte, e guidati, gli LLM infatti possono mimare stati d’animo umani e per questo potrebbero essere usati un po’ come dei modelli preclinici. A sostenerlo è un gruppo di ricercatori della Dresden University of Technology, in Germania, convinto che la mancanza di adeguati modelli animali per replicare e studiare i disturbi psicologici umani possa essere (in parte) soppiantata dagli LLM. Ne discutono in dettaglio sulle pagine di Lancet Digital Health.
Qualche tentativo di mimare stati d’animo negli LLM era già stato fatto in passato. Ma i ricercatori hanno cercato di replicare più nel dettaglio l’induzione di specifici stati d’animo negli LLM, per poi, successivamente, osservare se era possibile modificarli attraverso strategie terapeutiche. Questo effettivamente somiglia a quanto viene fatto di routine nella ricerca preclinica, ricorrendo all’utilizzo di animali in grado di mimare determinate patologie, per poi capire se e quanto alcuni interventi possono migliorare gli esiti di salute degli animali o modificare l’evoluzione di una malattia. Ricorrere a dei modelli in silico in questo caso è una scelta alternativa, motivata dalla difficoltà di replicare la complessità dei disturbi psicologi negli animali, spiegano gli autori.






