Negli ultimi anni abbiamo imparato a convivere con l’intelligenza artificiale, in particolare con gli LLM, i Large Language Model, che una parte ormai maggioritaria dei professionisti utilizza quotidianamente.Li utilizziamo, li commentiamo, per certi versi li temiamo. Ma li interpretiamo in modo errato, perché applichiamo una lente umana a un sistema che umano non è.Spesso si sente dire che gli LLM non “ragionano” come noi, dibattiamo di come individuare e controllare le cosiddette “allucinazioni” degli LLM, ma non abbiamo una chiara idea di come gli LLM funzionino e, pertanto, sia nell’utilizzo sia nella loro comprensione procediamo a tentoni, con approssimazioni.In particolare, negli ambiti giuridico e aziendale, da cui proviene chi scrive, si stanno moltiplicando normative, linee guida, consulenze e convegni, allarmi sui rischi e diffusione sempre più capillare, ma da nessuna parte è dato ritrovare una guida che illustri, in modo semplice, diretto e non troppo tecnico, quale sia la logica di base degli LLM. Con una duplice conseguenza:di sottostimare i rischi, in quanto il rischio, per definizione, deriva da quell’area di mancata o parziale conoscenza di un fatto, evento o teoria; edi non utilizzare bene gli LLM, o di non sfruttarne appieno le capacità e potenzialità.L’idea di una serie di scritti – di cui il presente è il primo di natura introduttiva e generalista – nasce proprio da questa considerazione, da questo “disagio” nell’utilizzare uno strumento, ormai fondamentale e da cui dipende in modo sostanziale come lavoriamo, senza comprenderlo appieno.E non si tratta solamente di una nostra incomprensione, ma di un elemento sistemico, come anche indicato in modo molto chiaro da Tommaso Poggio in una recente intervista su Eta Beta[1]: “Nell’intelligenza artificiale siamo nel momento in cui non abbiamo una teoria comprensiva dell’intelligenza artificiale, di questi sistemi tipo ChatGPT, di come funzionano, di come si potrebbero migliorare. Non abbiamo una teoria, abbiamo dei pezzi di teoria, e probabilmente ci arriveremo a una teoria che aprirà delle prospettive ancora più grandi, a meno che l’intelligenza artificiale non arrivi prima lei di noi”.Indice degli argomenti