Vladimir Putin potrà raggiungere uno dei 125 Paesi aderenti alla Corte penale internazionale senza essere arrestato.

A una condizione: partecipare a un vertice per la pace formalmente convocato dalle Nazioni Unite.

In dieci pagine la Corte dell’Aja sottrae alla propaganda l’argomento secondo cui le inchieste internazionali ostacolerebbero i negoziati e restituisce centralità all’Onu.

Il provvedimento stabilisce un precedente per gli altri casi aperti, a cominciare da quello che vede ricercato il premier israeliano Benjamin Netanyahu.

Per anni i detrattori della Corte hanno sostenuto che il mandato di cattura contro il leader del Cremlino avesse congelato ogni spazio di manovra, rendendo i Paesi firmatari dello Statuto di Roma impraticabili per i negoziati.