“Questa guerra è stata un fallimento totale per Israele. Ora si trova costretto ad accettare l’intesa tra Usa e Iran, altrimenti andrebbe incontro a un vero disastro per lo Stato”. Michael Milshtein è un ex ufficiale dell’intelligence militare israeliana, oggi a capo del Forum degli Studi Palestinesi del Centro Moshe Dayan per gli studi sul Medio Oriente. È considerato tra i più influenti analisti politici israeliani. In questa intervista per Huffpost, Milshtein analizza l’impatto del preaccordo tra Stati Uniti e Iran sulla sicurezza di Israele e traccia un bilancio del conflitto per lo Stato ebraico.
Il governo israeliano, ma anche l’opposizione, sono contrari al memorandum tra Iran e Stati Uniti. Israele può davvero scegliere di non accettare questa intesa?
Io spero vivamente che Israele accetti questo accordo. La realtà è che dipendiamo profondamente dagli Stati Uniti, dunque Israele non ha altra scelta se non quella di accettare l’intesa di Donald Trump. Questo discorso si applicherà molto probabilmente anche al prossimo accordo sul Libano, perché l’alternativa sarebbe una catastrofe. Se Israele decidesse di non piegarsi ai diktat di Washington e portasse avanti una politica unilaterale – continuando gli attacchi in Libano o contro l’Iran – andrebbe incontro a un disastro per lo Stato. Uno scontro frontale con Trump potrebbe tradursi in sanzioni o misure punitive a livello politico, economico e persino militare.













