Trieste, 16 giugno 2026 – È morto nella notte Fulvio Costantinides, 73 anni, il primo medico legale del caso Resinovich. Era malato da tempo. Cordoglio profondo a Trieste, la città dove aveva iniziato fin da giovane studente universitario a occuparsi di autopsie e medicina legale.
“Serio, valido e disponibile professionista”, il ritratto di Paolo Bevilacqua, che con la figlia Alice difende Sebastiano Visintin, il marito di Lilly indagato per omicidio dal 2025, quando l’inchiesta sulla morte della 63enne ha subito una “profonda rivalutazione”, per usare le parole di Federico Frezza, allora procuratore facente funzione, alla luce della consulenza consegnata a febbraio di quell’anno da Cristina Cattaneo, che ipotizza un omicidio e non più un suicidio, quello era stato lo scenario iniziale.
Il ritratto di Fulvio Costantinides
“Conosco questa persona da tantissimi anni – lo ricorda Bevilacqua usando il presente come se Costantinides fosse ancora qui -. L’ultimo contatto con lui risale all’inizio del caso Resinovich, quando siamo intervenuti come studio legale. Perché dopo, con correttezza e rispetto dei ruoli che sono doverosi, ho interloquito solo attraverso il nostro consulente, il medico legale Raffaele Barisani. Ha seguito decine e decine di esami autoptici per la procura, godeva di un’ampia stima, era un grande professionista. Resta un rammarico, perché era tra i pochi ad aver visto il corpo di Liliana, assieme a chi era intervenuto quel giorno”. Per questo, se la difesa di Visintin riprenderà in considerazione l’ipotesi di una perizia terza dopo due consulenze dagli esiti opposti – richiesta che era stata bocciata dal gip come “ultronea” –, Bevilacqua allegherà anche la relazione di Costantinides.






