Sicurezza stradale a rischio quest’estate nelle nostre città, per i prezzi dell’asfalto che volano alle stelle: a lanciare il nuovo allarme è la Siteb, l’Associazione strade italiane. Nei primi quattro mesi del 2026, le tensioni internazionali legate al conflitto in Iran hanno infatti generato aumenti fino all’80% dei costi dell’energia e del gas metano, indispensabili per la produzione del conglomerato bituminoso. L’effetto domino si manifesta sul prezzo di una tonnellata di bitume, schizzata insù del 60%, da 420 euro a 680 euro. Il rischio è che, nelle prossime settimane, i Comuni non riescano a sostenere economicamente gli interventi programmati già da anni. Per giunta, molti lavori - finanziati dal PNRR - si concentreranno nello stesso periodo, facendo impennare la domanda di materiali, e quindi i prezzi.
La Siteb denuncia come l’attuale meccanismo di revisione prezzi per il bitume risulti inadeguato: con questi criteri, si registrano scostamenti del 10%, a fronte di rincari reali quattro volte superiori. Molte imprese si trovano oggi a eseguire vecchi appalti, assegnati mesi fa, quando i costi erano notevolmente inferiori. Neppure il riutilizzo del fresato d’asfalto come sottoprodotto - previsto dal recente decreto Infrastrutture - è una soluzione: quel materiale non può sostituire integralmente le nuove materie prime necessarie alla produzione del conglomerato bituminoso, spiega l’Associazione. Che rinnova l’appello a governo e stazioni appaltanti affinché vengano introdotte misure di compensazione dei rincari.






