Roma, 16 giu. (askanews) – Rosaria Villari, all’Enea, studia la fusione nucleare, quella che viene presentata un po’ come il Santo Graal dell’energia atomica e dello sviluppo energetico. Cioè il nucleare pulito e sicuro che non deve più spaventare: e che imita i processi di fusione continua di nuclei che avvengono nelle stelle.

Abbiamo intervistato Villari per capire di cosa stiamo parlando in un podcast della serie Italiane della Scienza, per la rubrica di approfondimenti SGUARDI prodotta da askanews e ideata da Alessandra Quattrocchi.

Villari è fisica con un dottorato in Ingegneria dei Microsistemi, attualmente responsabile della divisione NUC DTT nel dipartimento nucleare di ENEA, l’ente pubblico di ricerca per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. Le abbiamo chiesto quali sono le differenze fra la fissione nucleare – quella delle centrali già esistenti – e la fusione nucleare; delle condizioni che richiede la fusione, del suo lavoro sui Tokamak: “per ottenere queste reazioni di fusione dobbiamo in qualche modo creare dei contenitori all’interno del quale mettiamo i gas e li scaldiamo ad altissime temperature che raggiungono anche dieci volte la temperatura del sole. Il Tokamak è un contenitore a ciambella e serve per contenere questo gas caldissimo attraverso l’utilizzo di super magneti”.