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Roberto Pezzali

La scarsità di memoria ha già colpito Mac Studio e Mac mini con processori M5, rimandati a fine anno. L’impatto maggiore lo avrà però sugli iPhone, con Apple costretta a ridisegnare il lancio per concentrarsi solo sui modelli più redditizi.

Da mesi si parla di un possibile ritardo dell'iPhone 18, con lancio posticipato alla primavera del 2027, e ora arriva una conferma: Lin En-ping, presidente di Largan Precision, il principale fornitore di lenti per le fotocamere iPhone, ha dichiarato durante l'assemblea degli azionisti che un importante cliente statunitense ha posticipato il lancio di un nuovo modello al primo trimestre 2027, spostando di conseguenza gli ordini di componenti. Largan non ha nominato Apple, ma non serve: si capisce che si tratta dell'iPhone.

Quella di Apple è una scelta praticamente obbligata: la crisi delle memorie colpisce tutti, e non risparmia nemmeno Apple. L'azienda americana ha cercato di gestire la situazione nel modo migliore possibile, a marzo 2026 ad esempio ha tolto la configurazione da 512 GB di RAM del Mac Studio, portando il massimo disponibile a 256 GB perché è meglio produrre e vendere due Mac da 256 GB che uno solo da 512 GB. Ad aprile poi sono sparite dallo store americano le versioni da 128 e 256 GB di Mac Studio e quelle da 32 e 64 GB di Mac mini, con tempi di consegna stimati in quattro o cinque mesi. Tim Cook, durante l'ultima call con gli analisti, ha ammesso che Apple sta "inseguendo la disponibilità di memoria" e che la situazione peserà sui margini del secondo trimestre.