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Una scelta che ha sollevato un vespaio di polemiche. Non solo per l’episodio singolo, ma per una tendenza potenzialmente pericolosa. Ieri mattina è arrivata in redazione una mail che non poteva essere sottovalutata. Nell’oggetto della missiva un’indicazione precisa, che non lasciava troppi dubbi: «Indottrinamento islamico degli scout cattolici Agesci». Alessandro, dopo aver spiegato di essere un nostro affezionato lettore e di apprezzare il nostro lavoro, è entrato nel nocciolo della questione. «Vorrei porre alla vostra attenzione quello che sta accadendo nell’Agesci (l'associazione Guide E Scout Cattolici Italiani) ultimamente. Prima c’è stata una pesante campagna elettorale per il NO, ora invece si è arrivati a programmare incontri di indottrinamento con gli scout islamici. La foto allegata si riferisce ad un incontro avvenuto vicino a Roma la settimana scorsa». Già così, la denuncia di questo nostro amico sarebbe risultata di grande interesse. Anche perché una domanda sorge subito spontanea: che ci azzecca (come era solito dire Antonio Di Pietro) un’associazione cattolica con un referendum sulla giustizia? Assolutamente niente. «Certo basterebbe leggere la storia del riconfermato Presidente Agesci Francesco Scoppola per capire molte cose, una carriera tutta nel Partito Democratico all’ombra di Zingaretti. L’ultimo Consiglio Generale di maggio ha trattato temi come identità di genere e disobbedienza civile in caso di conflitto. Ora si sta programmando la campagna elettorale per le politiche del 2027 tutta incentrata su accoglienza e Palestina. La Cei di Zuppi sta pesantemente influenzando le scelte delle associazioni cattoliche tra cui l’Agesci che conta 20.000 iscritti».