Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiL’orientamento sessuale e l’identità di genere non sono un criterio di esclusione per un educatore di un’organizzazione cattolica come l’Agesci (l’Associazione guide e scouts cattolici italiani).
Il documento approvato qualche giorno fa dal Consiglio generale della stessa Agesci è finito sulle prime pagine dei giornali, giudicato variamente come un segnale di conformismo o di coraggio, secondo l’ottica dominante bipolare destra-sinistra. Un caso di accoglienza ed inclusione per le persone omosessuali e transgender «come strada privilegiata per sostenere la nostra credibilità educativa dell’accoglienza e della cura», come sostiene l’Agesci, oppure un motivo di preoccupazione per i genitori degli iscritti scout che sono circa 200mila in Italia?
Il Gran consiglio dell’Agesci, dopo ampia consultazione, non ha più avuto dubbi: «Nel profilo del capo cristiano educatore l’orientamento affettivo e l’identità di genere non possono costituire un criterio di esclusione». Peccato che appena tre giorni dopo il sofferto (?) pronunciamento si sia espresso Papa Leone in persona, riportando la barra a dritta. Incontrando l’Associazione guide e scout d’Europa, pur non eccependo sull’inclusione di tutti, sugli educatori e su certe modalità ha espresso una posizione lievemente differente (eufemismo) da un generico politicamente corretto. «La scelta pedagogica della vostra Associazione», ha affermato, «si esprime, al riguardo, nell’educare in distinte sezioni maschili e femminili, per dedicare ai ragazzi e alle ragazze un’attenzione specifica. Esplorare in questo modo le caratteristiche fondanti dell’essere donna e dell’essere uomo è una dinamica propedeutica all’incontro autentico e consapevole con l’altro, che può favorire la reciproca maturazione». Poiché, il fine del metodo scout viene «realizzato attraverso l’intesa pedagogica dei capi con ogni ragazza e ragazzo nelle varie tappe del percorso». In conclusione, l’invito a mantenere l’impegno a costruire un’Europa dei popoli «unita dai più alti valori dell’umanesimo cristiano». Amen.











