Il futuro di Stellantis in Italia continua a essere al centro del dibattito tra azienda, istituzioni e organizzazioni sindacali. L’incontro svoltosi a Roma tra il management del gruppo e i rappresentanti dei lavoratori ha fornito alcune rassicurazioni importanti sul fronte degli investimenti e della presenza industriale nel nostro Paese, ma non ha dissipato tutte le preoccupazioni.
Da una parte arrivano conferme su nuovi modelli, investimenti nella ricerca e sviluppo e nessuna chiusura di stabilimenti. Dall’altra rimangono ancora aperte alcune questioni strategiche, soprattutto per quanto riguarda il futuro produttivo dello stabilimento di Cassino, considerato oggi uno dei siti più delicati dell’intera rete italiana.
Il piano Fastlane 2030 punta su investimenti e crescita
L’incontro ha rappresentato un passaggio preparatorio in vista dell’audizione parlamentare del nuovo amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, prevista nei prossimi giorni. Al centro della discussione c’è stato il piano Fastlane 2030, presentato ufficialmente dal gruppo a maggio. La strategia prevede investimenti globali superiori a 60 miliardi di euro entro la fine del decennio.
Secondo quanto illustrato dal responsabile europeo di Stellantis, Emanuele Cappellano, il 60% delle risorse sarà destinato allo sviluppo di nuovi marchi e prodotti, mentre il restante 40% finanzierà piattaforme comuni e innovazione tecnologica. L’Europa rappresenterà uno dei mercati chiave di questa strategia, assorbendo circa il 40% degli investimenti complessivi. L’obiettivo dichiarato è aumentare del 15% i ricavi del gruppo nel continente entro il 2030. In questo scenario l’Italia continuerà ad avere un ruolo centrale nella geografia industriale di Stellantis.











