Il gruppo cerca una partnership per rilanciare lo stabilimento laziale
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Da Stellantis, per ora, c'è solo la rassicurazione che non saranno chiusi o ceduti stabilimenti in Italia e che il taglio produttivo in Europa di 800mila unità, previsto entro il 2030, per far fronte alla sovraccapacità, non impatterà sul nostro Paese. Una strategia che porterà l'utilizzo dei siti dal 60% all'80% sempre per fine decennio. La gamma E-car (vetture compatte, ecologiche ed elettriche con listino non superiore a 15mila euro) a Pomigliano d'Arco nel 2028; una nuova Alfa Romeo C-Suv a Melfi; il Ducato di nuova generazione ad Atessa e, sempre nel 2028, a Mirafiori la nuova Fiat 500. Questi, per ora, i punti fermi annunciati di recente dal responsabile di Stellantis per l'Europa, Emanuele Cappellano, che proprio oggi incontrerà a Roma i sindacati.Da sciogliere resta il nodo della fabbrica di Cassino (Frosinone) che occupa 2.130 addetti: nel primo trimestre 2026, secondo i dati Fim-Cisl, la produzione è scesa del 37,4% a nemmeno 3mila unità. Un crollo verticale, quello del sito laziale, la cui salvezza sarebbe legata a progetti di partnership con altri costruttori. Per conoscere il destino di questo stabilimento, comunque, bisognerà attendere gli ultimi mesi dell'anno, quando Stellantis illustrerà il piano di rilancio del marchio Maserati (sulla linea di Cassino, al momento, c'è il Suv Grecale del Tridente insieme alle Alfa Romeo Stelvio e Giulia)Notizie più precise, in questa direzione, potrebbero arrivare mercoledì quando il ceo Antonio Filosa sarà ascoltato dalla Commissione attività produttive della Camera presieduta da Alberto Gusmeroli. Alla vigilia dei due vertici di Stellantis con sindacati e deputati, il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, si è detto fiducioso sul futuro produttivo in Italia. «La crisi dell'auto è una crisi europea e il Piano Italia del gruppo prevede il mantenimento degli impianti e che non ci siano licenziamenti collettivi come sta avvenendo nel resto dell'Europa (19mila esuberi comunicati da Volkswagen per il 2026 e 50mila in tutto entro il 2030, ndr). La produzione di auto in Italia, inoltre, ha ripreso a crescere e si è rafforzata», il messaggio di Urso dal Forum in Masseria di Manduria (Taranto).










