L'investimento destinato alla ricerca. Cappellano: "Nessuna fabbrica sarà chiusa"
Segui Il Giornale su Google Discover
Scegli Il Giornale come fonte preferita
Cinque miliardi di investimenti in Italia, da qui al 2030, su ricerca e innovazione per piattaforme, motorizzazioni, intelligenza artificiale e nuove tecnologie. È quanto ha comunicato il capo europeo di Stellantis, Emanuele Cappellano, ai sindacati nell'incontro focalizzato sulle ricadute italiane del piano strategico globale presentato a maggio dal ceo Antonio Filosa: 60 miliardi di cui 24, ovvero il 40%, relativi all'innovazione e alle tecnologie. Ma novità ulteriori, in termini di investimenti nel Paese, potrebbero arrivare domani quando Filosa sarà ascoltato dalla Commissione attività produttive della Camera. «Ci aspettiamo - afferma Luca Squeri, segretario della Commissione - che Stellantis faccia un'analisi di questa fase che registra momenti certamente migliori rispetto al recente passato».In generale, sondando gli umori della politica, la sensazione che emerge riguarda i benefici che il gruppo comincia a toccare con mano derivati dalla decisione di «non seguire la strategia suicida dell'elettrificazione totale».Cappellano, da parte sua, ha ribadito la centralità dell'Italia come hub strategico: Pomigliano per l'elettrico accessibile (il progetto E-car: l'auto piccola, elettrica e sotto i 15mila euro); Atessa per i furgoni; Mirafiori per l'innovazione industriale; il polo Melfi-Modena-Cassino per il premium e il lusso. «Nessuna chiusura di fabbriche», ha ribadito il top manager. Vengono infatti mantenuti gli impegni su modelli come la nuova Alfa Romeo a Melfi o la produzione della Pandina a Pomigliano fino al 2030. Previste, inoltre, altre 150 assunzioni di ingegneri già nell' anno dopo le 150 del 2025.Da sciogliere, però, resta sempre il nodo Cassino, l'impianto in provincia di Frosinone più in difficoltà (da gennaio si è lavorato per meno di un mese con il massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali). Il suo futuro, come anticipato dal Giornale, sembra essere legato a una partnership in via di definizione. L'alto di gamma resterà centrale e tutto dipenderà dalle decisioni che saranno prese, per fine anno, su Maserati e Alfa Romeo. Di recente, tra l'altro, un'indiscrezione dava la produzione di un veicolo Maserati nella fabbrica francese di Rennes in collaborazione con Voyah, il brand di lusso del colosso cinese Dongfeng con il quale Stellantis sta stipulando una joint venture.Su Cassino i sindacati chiedono chiarezza in tempi rapidi. «Il sito è praticamente fermo», sottolinea Davide Sperti, neo segretario generale Uilm. Una situazione vista come «drammatica» anche da Ferdinando Uliano, leader Fim-Cisl, «che ha nell'assegnazione della nuova Grecale, entro il 2027, un segnale positivo, ma insufficiente».










