Le carte dell’inchiesta sulla strage di Crans-Montana mettono in dubbio la credibilità dei coniugi Moretti: troppe contraddizioni e versioni smentite dalle prove. E al centro ci sono le dichiarazioni di Jessica.
Jessica Maric Moretti
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"Nessuna fiducia può essere accordata agli imputati, né nelle loro dichiarazioni, né al loro impegno a contribuire alla manifestazione della verità e a collaborare all'inchiesta". È quanto emerge dalle carte dell'indagine che coinvolge Jessica Maric Moretti e il marito Jacques per la strage di Crans-Montana, nel corso della quale hanno perso la vita 41 persone, quasi tutti giovani tra i 14 e i 24 anni.
Al centro dell'inchiesta aperta dalle autorità della Procura del Cantone Vallese c'è il bar Le Constellation, di proprietà dei coniugi Moretti, dove la notte di Capodanno era presente solo Jessica, risultata poi essere l'unico gestore, mentre il marito si trovava in un altro locale. Le dichiarazioni della 49enne relative ai momenti antecedenti e successivi allo scoppio del rogo hanno acquisito via via sempre più peso per i giudici, e durante l'ultimo interrogatorio faccia a faccia tra marito e moglie, Jessica rispondeva alle domande mentre il marito si limitava a confermare la sua versione. "Sono emersi fatti molto imbarazzanti sulla famiglia Moretti, e le giustificazioni fornite sono a dir poco curiose, se non addirittura assurde", dice a Fanpage.it l'avvocato svizzero Gilles-Antoine Hofstetter che rappresenta le famiglie di due vittime e un ferito. "La situazione è complessa: affermano di voler collaborare con la giustizia in totale trasparenza, ma più li sentiamo parlare, più abbiamo la sensazione che manchino di sincerità".






