“Prima del carcere mi sono sempre occupato di sicurezza privata, a vari livelli – racconta Diego – già da più di 15 anni vivevo all’estero, tra la Romania e la Serbia.
Il mio lavoro si muoveva in un ambiente abbastanza particolare, lo definirei torbido”.
Nel 2019 l’arresto: “E’ stata una scena da film: ero in macchina insieme ad altre persone con cui lavoravo e sono arrivate una decina di pattuglie.
Ricordo gli agenti che urlavano ‘dove sono le pistole, dove sono le pistole?’.
Sono stato condannato per un reato fiscale, legato a un mio cliente, e per un tentativo di sequestro.






