La Procura di Rimini è pronta a voltare pagina. A pochi giorni dal pensionamento di Elisabetta Melotti, che dall’1 giugno ha lasciato l’incarico dopo otto anni alla guida dell’ufficio giudiziario riminese, arriva il via libera del Consiglio Superiore della Magistratura all’avvicendamento. Nelle sedute del 10 e 11 giugno il Plenum del Csm ha infatti approvato all’unanimità la nomina di Monica Garulli, attuale procuratrice della Repubblica di Ancona, destinata a diventare il nuovo capo della procura riminese. Una scelta che arriva al termine di un percorso già tracciato nei mesi scorsi. La Quinta Commissione del Csm aveva infatti indicato Garulli già ad aprile come la candidata più idonea per assumere la guida dell’ufficio rimasto vacante dopo l’uscita di Melotti. Il Consiglio Superiore della Magistratura ha valorizzato soprattutto l’esperienza direttiva maturata da Garulli alla guida della procura di Ancona, incarico ricoperto dall’agosto 2018 e per il quale aveva già ottenuto la conferma dopo il primo quadriennio. A pesare è stata anche la lunga esperienza nelle funzioni requirenti, considerata un elemento di particolare rilievo nella comparazione con gli altri candidati.

Nata in Svizzera il 19 aprile 1963, Garulli ha iniziato il proprio percorso professionale negli anni Novanta alla Pretura di Pesaro, città nella quale ha poi svolto gran parte della sua attività come pubblico ministero. Proprio nelle Marche si è fatta conoscere per la gestione di alcune delle indagini più delicate e mediatiche degli ultimi anni. Tra queste spicca il caso di Lucia Annibali, l’avvocatessa pesarese sfregiata con l’acido nel 2013 da due sicari assoldati dall’ex fidanzato Luca Varani. Un’inchiesta complessa che portò a condanne poi confermate fino in Cassazione. Garulli ha seguito anche altri procedimenti di grande rilievo, dall’omicidio dell’imprenditore pesarese Andrea Ferri alle indagini note come Fiscopoli, fino a numerose inchieste che hanno avuto vasta eco nazionale.