Giochi e giochini di partito, mentre i milanesi chiedono più sicurezza, traffico scorrevole e case a prezzi ragionevoli

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Si sarebbe dovuto parlare di Taser. Ma la pistola elettrica, prima dei delinquenti, ha paralizzato Beppe Sala e il centrosinistra. E adesso? Perché alla fine del mandato non mancano giorni, né settimane, ma mesi. Un tempo che, per chi vive a Milano, rischia di diventare interminabile, visto che la maggioranza che dovrebbe appoggiare il sindaco s'è sciolta come un ghiacciolo in queste giornate di caldo estivo. Ieri in consiglio comunale l'ennesima conferma, con il centrosinistra che è colato a picco, non riuscendo nemmeno a garantire il numero legale. Un'altra figuraccia di fronte alla quale a colpire è la giustificazione sprezzante con cui quello che dovrebbe essere un pilastro dell'amministrazione come la capogruppo del Pd Beatrice Uguccioni, ha cercato (non riuscendoci) di giustificare la Caporetto. "Sono cose che capitano, non è la prima volta che cade un numero legale all'inizio di un consiglio", ha argomentato senza troppo successo e dimostrando una certa alterigia. Non certo una buona notizia per Sala che sul Pd dovrebbe contare per ultimare il lavoro, senza dare l'impressione di un "tutti a casa" ben prima del tempo. Un sindaco che, del resto, ieri ne ha approfittato per incontrare la segretaria dem Elly Schlein. Facile immaginare che il contenuto del colloquio sia stato una collocazione per il suo futuro più prossimo.