Tacconi* Il Giardino dell’Iris, al Piazzale Michelangelo, è uno dei luoghi in cui Firenze depone per un momento la sua magnificenza e parla sottovoce.
Sta sopra la città come un pensiero colorato, fragile solo in apparenza: un catalogo vivente di varietà arrivate dal mondo, dove la bellezza non è ornamento, ma pazienza, studio, rischio, cura.
Nato nel 1954 per ospitare il Concorso Internazionale dell’Iris, il Premio Firenze, grazie all’intuizione di Flaminia Specht e Nita Stross Radicati, il giardino conserva quella vocazione originaria: far incontrare differenze, genealogie lontane, perché da un incrocio nasca una forma nuova.
Ogni iris è una piccola biografia botanica: tentativi, errori, attese, rivelazioni.
Un fiore, prima di diventare fiore, è quasi sempre una lunga ostinazione.











