| 16 Giugno 2026 03:01 |

4 minuti per la lettura

(Adnkronos) –

L’oro si conferma bene rifugio non solo in tempi di guerra ma anche di pace e dovrebbe assestarsi su livelli alti anche con lo stop delle ostilità in Medio Oriente. Stesse previsioni per l’argento, il metallo-rivelazione di questa fase economica: sospinto dalla domanda industriale trarrebbe infatti anche maggiore vantaggio dalla distensione. Il punto chiave resta comunque la Federal Reserve, mercoledì alla prima riunione sotto il neo governatore Kevin Warsh.

Nel giorno dell’annuncio dell’intesa tra Usa e Iran, l’oro spot è risalito a 4.323,29 dollari l’oncia (+2,5%) dopo aver toccato i minimi degli ultimi tre mesi il 9 giugno scorso a 4.023 dlr; i future hanno raggiunto i 4.332 dollari (+2,3%). In ascesa e con incrementi più sostenuti per l’argento, la grande ‘sorpresa’ di questa fase economica, a 70,3 dollari (+3,4%). Il tutto accanto ad un calo del petrolio a quota 83 dollari al barile (-5% circa) per le attese di una riapertura dello Stretto di Hormuz e di una normalizzazione dei listini energetici. La spinta rialzista dei metalli preziosi avvalora, secondo gli analisti, l’interesse dei mercati.