Un look Dolce&Gabbana spring-summer 2026 (courtesy Dolce&Gabbana)
Scordatevi specchi dorati, perfezione urlata e vanità esibite come trofei. Il nuovo Narciso cerca l’immagine del suo bel viso riflessa nell’acqua di una piscina e, se ci finisce dentro, succede più probabilmente per allenarsi che per contemplarsi. La forma fisica è diventata parte integrante del suo stile, certamente, ma la bellezza contemporanea sembra avere sempre meno a che fare con l’ostentazione e sempre più con un’inedita forma di consapevolezza emotiva. È il nuovo uomo della moda, che cura il proprio aspetto senza trasformarlo in armatura o in un amplificatore del proprio ego, bensì in un’occasione per esprimere se stesso e, soprattutto, la sua essenza mutata, apparentemente vanesia, realmente profonda. Perché l’uomo di oggi si veste bene, si osserva, conosce il valore dell’estetica, ma non teme più di apparire fragile, romantico, perfino vulnerabile, perché queste sono tutte caratteristiche che fanno parte della sua anima.
Non è un caso che proprio la piscina sia stata scelta come simbolo dell’edizione di Pitti uomo 110. Nella visione dei curatori dell’allestimento, Chris Vidal Tenomaa e Tuomas Laitinen, l’acqua diventa uno spazio di trasformazione, metafora di un’identità maschile sempre meno rigida e sempre più fluida. La complice perfetta di un Narciso contemporaneo, in estrema sintesi, che non si chiude nel culto di sé ma che, al contrario, usa la propria immagine per raccontare una sensibilità nuova. La sua. Tremate, tremate, i narcisi sono tornati, dunque, ma questa volta non portano come vessillo uno sfrenato culto autocelebrativo piuttosto preferiscono amplificare, anche e soprattutto con quello che scelgono di indossare, il piacere di sentirsi bene dentro la propria pelle. Una vera rivoluzione gentile che arriva oggi a un’ulteriore consapevolezza dopo un percorso capace di dribblare visioni tradizionali e credenze radicate nel pensiero comune e ancora legate a un concetto di virilità forte e dominante. Se, per anni, la moda uomo ha costruito mascolinità granitiche, dominate da un immaginario performativo e quasi militaresco declinato tra completi impeccabili come divise, corpi scolpiti da esibire, lusso aggressivo, virilità trasformata in status symbol, oggi invece sceglie la fluidità, di cui l’acqua della sopraddetta piscina è la rappresentazione perfetta. Liquida, appunto, instabile, riflettente. E fluida.






