| 20 Giugno 2026 18:01 |

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(Adnkronos) – I primi a comparire sono modelli a piedi nudi. Indossano accappatoi bianchi e blu polvere, pigiami leggeri, t-shirt e pantaloncini e avanzano lentamente tra colonne che evocano un tempio antico. Sullo sfondo scorrono le immagini di Taormina dal tramonto all’alba: il mare, la luce che cambia, i profili della costa. È da qui che prende forma la primavera-estate 2027 menswear di Dolce&Gabbana, una collezione che riporta il marchio al luogo che più di ogni altro ne ha definito l’immaginario. “Per noi la Sicilia non è mai stata una tendenza. È il luogo da cui tutto ha avuto origine e al quale, da quasi quarant’anni, continuiamo naturalmente a tornare”, spiegano Domenico Dolce e Stefano Gabbana. La chiave di lettura dell’intera sfilata. La Sicilia che il duo racconta sulla passerella del Teatro Metropol di Milano non è quella da cartolina ma un territorio fatto di contaminazioni culturali, architetture e paesaggi incantevoli.

“Con questa collezione abbiamo voluto raccontare la ricchezza e la complessità di questa terra, attraversandone luoghi, memorie e tradizioni – sottolineano gli stilisti – dai templi greci alle città barocche, dai borghi affacciati sul mare ai gesti antichi custoditi nelle botteghe artigiane”. La collezione si apre nel segno del nero Sicilia, e poi si accende man mano di colore. La sartoria resta centrale ma perde rigidità: le giacche si alleggeriscono, i volumi si ammorbidiscono e il guardaroba si muove progressivamente verso una dimensione più rilassata. Polo in maglia, camicie reinterpretate attraverso lavorazioni tricot, completi in lino e costumi in seta costruiscono una narrazione che guarda al viaggio e alla villeggiatura mediterranea. È una leggerezza che non rinuncia però alla complessità delle lavorazioni. Il denim è attraversato da spille ricche di cristalli colorati e applicate a giacche e jeans. I completi gessati vengono traforati, ricamati e ricoperti di cristalli, mentre alcune superfici introducono richiami al mondo marino e al corallo.