In una fase in cui l’attenzione sembrava concentrarsi più sulle dinamiche societarie che sull’inventiva, Dolce & Gabbana rispondono nel modo a loro più congeniale: riabbracciando le origini. La sfilata “Vacanze siciliane” per la Primavera/Estate 2027, andata in scena al Metropol di Milano, non è solo una proposta stagionale, ma una decisa riconferma del codice identitario della maison.

Un segnale stilistico netto, che mette a tacere settimane di indiscrezioni finanziarie seguite alle dimissioni di Stefano Gabbana dalla presidenza e ai rumors su possibili dismissioni immobiliari per ridurre l’indebitamento.

«La sfilata è una dichiarazione di intenti, la sintesi di chi siamo e dove vogliamo andare», ha affermato Stefano Cantino, nominato co‑ceo ad aprile al fianco di Alfonso Dolce, presentando l’evento come l’avvio di un nuovo corso aziendale e di una stagione inedita.

Un capitolo che profuma di salsedine, agrumi e memoria. Domenico Dolce e Stefano Gabbana, usciti a salutare il pubblico al termine dello show, hanno ribadito che per loro «la Sicilia non è mai stata una tendenza», bensì una fonte originaria e inesauribile a cui tornano da quasi quarant’anni.

In passerella prende forma un guardaroba estivo, arioso e disinvolto, che richiama l’eleganza rilassata dei viaggiatori giunti sull’isola a fine anni Cinquanta. Sfilano polo in maglia e bermuda costruiti con taglio sartoriale, costumi in seta, camicie di pizzo e bluse animate da stampe a cartolina e motivi di limoni.