di Antonio MancinelliMILANOIl secondo giorno di Milano Moda Uomo comincia dalla sfilata più attesa, anche perché da mesi si osserva più la “&” tra Dolce e Gabbana che i loro capi, a dire la verità. Tra voci, riassetti e silenzi tagliati con precisione sartoriale, la collezione maschile per la prossima estate dal titolo Vacanze Siciliane riporta tutto nella terra di Domenico Dolce, preludio alla prossima tre giorni delle presentazioni di Alta Sartoria a Taormina. "La Sicilia non è solo una destinazione né una fascinazione passeggera, ma il luogo d’origine in cui tutti sono i benvenuti", recita il comunicato.
I modelli aprono in accappatoio, assorti davanti a una gigantografia di Taormina, come ospiti appena usciti dalla stanza e già entrati in una cartolina. Poi la villeggiatura si veste: affiorano il pizzo filet siciliano, i ricami dei corredi e i lini ariosi, senza la minima concessione al folklore; le sciarpe dalle frange dorate introducono una nota clericale, più cerimoniale che devota. Verde menta, arancio spento, rosso cinabro e tabacco rinfrescano una collezione sia molto lussuosa sia molto saggia. Agrumi, denim disseminati di piccoli ex voto laici e ricami di corallo aggiungono luce, amplificata dai ricami brillanti come gioielli su giubbotti in denim e sui jeans strappati, mentre il nero sartoriale contiene l’euforia. Il finale, una processione tonica di abiti bianchi formali, rimette ordine nel sole abbacinante. Restava la domanda che tratteneva la sala con la discrezione di un pettegolezzo ben educato: Stefano sarebbe uscito con Domenico? Sono apparsi insieme: affiancati, impeccabili, misurati. Un saluto comune ma a temperatura molto controllata, con la “&” ancora salda al proprio posto, almeno sotto i riflettori.











