La seduta odierna del Consiglio comunale si è conclusa da neanche un paio d’ore, ma il dato politico è stato subito chiarissimo: la maggioranza del sindaco Cassì ne è uscita a pezzi. Sul punto relativo all’adeguamento dei compensi dei revisori dei conti è emersa una crisi profonda, che non può essere liquidata come un semplice incidente d’aula.
Lo dichiara Peppe Calabrese, capogruppo del Partito Democratico a Palazzo dell’Aquila, commentando l’esame della delibera per il riconoscimento delle maggiorazioni ai componenti del collegio dei revisori.
"Ci siamo trovati davanti a una delibera raffazzonata, costruita male e con evidenti profili problematici", afferma Calabrese.
"L’atto nasce dal tentativo di recuperare maggiorazioni non inserite nella delibera originaria di nomina, dopo una diffida formale degli stessi revisori. Ma un errore precedente non può essere sanato scaricando sul Consiglio un provvedimento confuso."
La proposta iniziale prevedeva due incrementi fino al 10% ciascuno, per un totale del 20%, con un onere stimato di circa 15 mila euro l’anno. Le opposizioni avevano chiesto il ritiro del provvedimento, per riscriverlo correttamente e riportarlo in aula corredato di tutti i chiarimenti necessari.















