Oggi Volodymyr Zelensky sarà al G7 di Evian per una «riunione di lavoro» alla quale parteciperà anche Donald Trump. Forte dell’ondata di indignazione suscitata dal bombardamento della scorsa notte al Monastero delle Grotte di Kiev, che al momento non ha una dinamica chiara, il presidente Ucraino proverà a sfruttare questa giornata per convincere gli alleati a lanciare un nuovo assalto diplomatico unitario contro Mosca.
Zelensky ha anche annunciato che aveva provato a invitare Vladimir Putin per negoziare la pace. «Sarebbe stata l’occasione perfetta, con gli Usa e l’Ue allo stesso tavolo, ma Mosca si è rifiutata». In serata Zelensky rilancia: «L’incontro si potrebbe fare negli Usa». Sebbene il bilaterale con Trump non sia confermato dalla parte Usa, il leader ucraino ne ha parlato ai giornalisti quasi come se fosse scontato. Il diretto interessato si è espresso sulla questione ucraina all’inizio del bilaterale con il padrone di casa, Emmanuel Macron: «Ieri (domenica, ndr) abbiamo avuto un’ottima conversazione con il presidente Zelensky e il presidente Putin e credo che forse possiamo fare qualcosa».
Dal canto loro i rappresentanti dell’Ue e dei singoli Paesi europei hanno già dichiarato che destineranno una parte prioritaria degli incontri di Evian alle discussioni sull’Ucraina. In apertura del G7 il presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, e la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, hanno lanciato un messaggio congiunto per annunciare «l’apertura formale dei negoziati di adesione». La posizione europea, riassumibile nella frase «l’Ucraina ha mantenuto la linea del fronte e la Russia deve capire che il tempo non gioca a suo favore» ormai parte dal presupposto che gli attacchi a lungo raggio di Kiev alla lunga diverranno insostenibili per il Cremlino e che è necessario riaprire e velocizzare le trattative.











