La storia parla da sola. In quasi 100 anni di mondiali solo due squadre hanno messo le mani sulla Coppa per due edizioni di fila: Italia (‘34 e ‘38) e Brasile (‘58 e ‘62). Ecco perché l’Argentina - che fa il suo esordio stanotte contro l’Algeria - si presenta al Mondiale nordamericano con un pizzico di timore in più. Una cosa è certa, la Scalotena non parte affatto con i favori dei pronostici, che invece vedono ultrafavorita la solita Francia delle stelle. Eppure c’è qualcosa nell’aria che come per magia ogni volta che parte un Mondiale inizia a soffiare con forza dalla parte dell’Argentina. Quest’anno più che mai, perché Leo Messi non è solo al suo ultimo ballo con la maglia dell’Albiceleste ma anche perché in questo mesetto di pallone può infrangere tutti i record rimasti ancora in piedi in un Mondiale.
Tutti per Leo È già quello che ha collezionato più presenze in una fase finale (26 partite disputate) ma nel mirino c’è Miroslav Klose che detiene il record di 16 gol totali. La Pulce lo insegue a 13 e considerando che in questa edizione XXL c’è anche una gara in più (i sedicesimi di finale), l’obiettivo sembra quanto mai alla portata. Per supportarlo nell’impresa ci sono più o meno stessi scudieri della gloriosa spedizione qatariota fatto salvo Angel Di Maria, che Scaloni ha rimpiazzato pescando Nico Paz dal Como-spettacolo di Fabregas. Julian Alvarez e Lautaro Martinez sono gli altri due bomber al servizio di re Leo per compiere un’impresa che non è riuscita nemmeno a Maradona e che di fatto li porterebbe dritti dritti nell’Olimpo del loro Paese ma in assoluto della storia del calcio.Irankunda, chi è il "rifiugato politico" australiano che ha segnato ai MondialiTra i grandi elefanti della nazionale, che rischia di pagare lo scotto di Lippi nel 2010 affidandosi all’ossatura dei campioni del Mondo, non poteva mancare Otamendi che avrà il compito di guidare un reparto arretrato non propriamente a prova di bomba. A difesa della porta argentina c’è il solito Dibu Martinez, che dopo il miracoloso salvataggio di piedi su Kolo Muanì a una manciata di secondi dal triplice fischio della finale del 2022, ha assunto una sorta di aura magica attorno alla sua figura. Tra club e nazionale, infatti, ha collezionato trofei su trofei, da ultimo l’Europa League con l’Aston Villa tra parate memorabili in campo e gestacci rivedibili fuori. È certamente tra i personaggi più controversi del panorama calcistico mondiale ma una cosa è certa: con lui la porta è al sicuro. Gli avversari A proposito di portieri, quello dell’Algeria che sembra già indicato come vittima sacrificale nella serata di Kansas City (le 3 di notte italiane) si chiama Lucas Zidane e no, non si tratta di un mero caso di omonimia. È il secondo dei quattro figli di Zizou che pur essendo nato a Marsiglia ha scelto di difendere i pali della porta dell’Algeria, nazione della quale è originario proprio papà Zinedine. Davanti al figlio d’arte, ci saranno Bennacer e Mahrez e il fantasista è già uno abituato a grandi imprese considerando quella compiuta ai tempi del Leicester di Ranieri. Non sarà certamente una delle squadre più attrezzate del Mondiale, ma questa Algeria sembra tutt’altro che una scolaresca in gita premio. La lunga attesa E questa notte di sicuro a fare il tifo per Messi e compagni non ci sarà solo il popolo argentino ma pure quello napoletano. In tantissimi già ripensano alla serata del 18 dicembre 2022, quando in migliaia si diedero appuntamento nei pressi del murale di Maradona nel cuore dei Quartieri Spagnoli per sostenere l’Argentina durante la finalissima con la Francia e per festeggiare insieme con una tazza di mate in una mano e una pizza Margherita nell’altra.














