Una “provocazione” che attraversa l’Italia dalla Lombardia alla Sicilia, da Busto Arsizio a Gela. Busto Arsizio è tornata all’attacco per diventare co-capoluogo della provincia di Varese, con una bozza di legge firmata dal leghista Simone Orsi e dall’ex ministro Francesco Speroni. Il sindaco Antonelli e la maggioranza di centrodestra hanno già dato il via libera, pronti a portare la mozione in Consiglio e a far depositare il testo in Parlamento. L’obiettivo è affiancare Busto a Varese nel ruolo di capoluogo, superando un secolo di rivendicazioni mai sopite.
La proposta si inserisce in un quadro nazionale più ampio. In Italia esistono province in cui due città condividono il ruolo di capoluogo, e il progetto Orsi-Speroni punta a estendere questo modello a tutti i territori in cui la città più popolosa non coincide con il capoluogo. È il caso di Busto Arsizio, che con 85mila abitanti supera Varese, ma anche di Gela che è la città più popolosa della provincia di Caltanissetta. Lo stesso destino per due città che hanno un legame di sangue. A Busto Arsizio vive una foltissima comunità gelese.
Gela, come Busto, rientra tra le sette realtà italiane in cui il capoluogo non è la città più grande. Insieme a loro ci sono Sanremo con Imperia, Civitanova Marche con Macerata, San Benedetto del Tronto con Ascoli Piceno, Corigliano-Rossano con Cosenza e Marsala con Trapani.











