Nelle scorse ore si è aperta una polemica a livello politico dopo che si è saputo che per aderire alla Fiera della piccola e media editoria servirà sottoscrivere una domanda in cui vengono riconosciuti e condivisi “i valori antifascisti alla base dell’ordinamento democratico della Costituzione italiana”. Sulla vicenda si è espressa, in disaccordo, la premier Giorgia Meloni che ha parlato di censura e di “patentino antifascista“. Il filosofo Massimo Cacciari ha criticato sia la premier sia chi ha promosso la sottoscrizione del documento in questione.
Massimo Cacciari contro Meloni e il "patentino antifascista"
Cacciari contro le politiche di Israele
Cacciari: "Il patentino è un'idiozia, fa schifo"
Massimo Cacciari contro Meloni e il “patentino antifascista”La novità della kermesse organizzata dall’Associazione Italiana Editori (Aie), in programma alla Nuvola dell’Eur dal 4 all’8 dicembre, è stata fermamente criticata da Giorgia Meloni.“La cancellazione delle idee non di sinistra, camuffata da lotta antifascista, è un vecchio vizio della sinistra. Si chiama, banalmente, censura”, ha scritto sui social la premier, in riferimento al cosiddetto “patentino antifascista”.ANSALa premier Giorgia MeloniSulla questione, ospite al talk di La7 “Otto e Mezzo”, ha detto la sua anche Cacciari. Il pensatore non ha risparmiato nessuno, usando toni duri.“È ridicolo parlare di questo con quanto sta accadendo nel mondo”, ha esordito. Su richiesta della conduttrice Lilli Gruber è poi entrato nel merito della vicenda.“La posizione di Giorgia Meloni è ridicola, così come è ridicola la richiesta del patentino antifascista. Non si è antifascisti perché si firmano i patentini. Lo si è per ciò che si fa. Pochi lo sono in questo Paese e in questa Europa”, ha tuonato il filosofo.










