A Enna il paradosso non sta in una cifra, ma nel contrasto. Da una parte il Comune aggiorna verso l’alto le indennità di funzione degli organi politici, applicando una norma regionale appena entrata nel sistema degli enti locali siciliani. Dall’altra, quasi nello stesso respiro amministrativo, il sindaco Vladimiro “Mirello” Crisafulli firma la nomina del nuovo Capo di Gabinetto stabilendo che l’incarico sarà svolto gratuitamente.

La nuova amministrazione comunale ha scelto di riconoscere a sindaco e assessori, oltre al presidente del Consiglio, il trattamento economico massimo consentito dal nuovo quadro normativo regionale, ma ha affidato a costo zero uno dei ruoli fiduciari più delicati e politicamente sensibili dell’intera macchina di supporto del sindaco. Una scelta legittima sul piano formale, ma inevitabilmente destinata ad aprire domande sul piano politico, simbolico e persino culturale. Perché se la politica rivendica il diritto a una retribuzione adeguata, il punto diventa capire quale messaggio produca, agli occhi della città, la coesistenza fra compensi più alti per chi governa e lavoro gratuito per chi ne affianca il vertice.

La nomina di Maria Giovanna Puglisi e il perimetro dell’incarico