Il Tribunale per i minorenni di Milano ha condannato a 16 anni di reclusione il ragazzino all’epoca quindicenne che l’anno scorso aveva ucciso la pensionata Teresa Emma Meneghetti, 82 anni. La procura chiedeva per il minore 18 anni di reclusione. Il quindicenne aveva colpito l’ex dirimpettaia nella palazzina di via Bernardino Verro, zona Sud del capoluogo lombardo, impugnando una lampada con la base in pietra. Il giudice ha escluso l’aggravante della premeditazione. «Terry Meneghetti non tornerà più con i suoi figli, le nipoti e con chi le ha voluto bene - ha spiegato l’avvocata Cristina Perozzi che assiste la famiglia della vittima - ma la sua memoria, cristallizzata nella condanna pronunciata dal gup del tribunale per i minorenni di Milano a carico dell'imputato, servirà per trovare la forza di reclamare ancora e sempre Giustizia per le vittime, affinché presto vi sia un approccio nuovo che non le riduca più in futuro ai margini dei processi penali per violenza». La mattina del 14 maggio 2025 il giovane di origini domenicane aveva saltato la scuola ed era tornato nel palazzo dove aveva vissuto per un periodo insieme alla madre di 44 anni. Aveva rientro a casa dell’anziana con cui aveva stretto dei buoni rapporti. Alla «Terry», il soprannome con cui l’82enne era conosciuta nel quartiere, il ragazzino aveva chiesto un aiuto per andare via di casa. Secondo la sua versione l’anziana aveva provato a fargli cambiare idea e a quel punto in collera il quindicenne l’aveva aggredita. Prima provando a strangolarla a mani nude e poi colpendo con la lampada. L’arma del delitto l’aveva messa nello zaino. Tornato nella sua abitazione ha subito confessato l’omicidio alla madre: «Ho litigato con Terri e l’ho uccisa», ha detto estraendo dallo zaino la lampada insanguinata. Anche sulle scarpe c’erano tracce di sangue. La donna aveva attivato i soccorsi contattando il 112. «Venite mio figlio ha ucciso una donna», ha detto all’operatore. Lei e figlio sono stati accompagnati in questura mentre altre pattuglie sono state inviate a casa di Meneghetti. Per la donna non c’era nulla da fare. Una telecamera di sorveglianza di un bar sullo stesso lato del palazzo ha ripreso intorno alle 9 il 15enne, che sarebbe dovuto essere a scuola, infilarsi dentro. Qui ha atteso per tre ore l’anziana che era uscita per sbrigare delle commissioni personali. Al rientro intorno alle 12 Meneghetti deve aver accolto in casa sua il quindicenne. Una consuetudine quando il giovane e la madre abitavano nell’appartamento al terzo piano dello stesso pianerottolo e mantenuta comunque anche se con meno frequenza dopo il trasloco. Un’ora più tardi il quindicenne - come immortalato dalla stessa telecamera - è ricomparso in strada uscendo dal portone. Dal sopralluogo con la polizia scientifica sembra che il ragazzo non abbia portato via nulla, tranne l’oggetto. Agli investigatori la madre ha raccontato che nell’ultimo periodo il figlio avrebbe iniziato a soffrire di una forma di depressione adolescenziale. Una difficoltà che non era stata trascurata con il giovane che aveva già avuto alcuni colloqui con lo psicologo.
A 15 anni strangolò e uccise l’ex vicina: condannato a 16 anni
Teresa Emma Meneghetti aveva 82 anni. L’omicidio è avvenuto l’anno scorso










