| 15 Giugno 2026 19:16 |

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Milano, 15 giu. (askanews) – Alla vigilia della chiusura dell’Ops di UniCredit su Commerzbank, si inasprisce lo scontro sull’operazione, da sempre osteggiata dal management della banca tedesca che a più riprese ha continuamente criticato la strategia del gruppo italiano e il premio a suo avviso poco allettante proposto ai soci. Ma, nelle ultime settimane, nella guerra di accuse reciproche a finire nel mirino sono state le comunicazioni al mercato e le modalità con cui la banca guidata da Andrea Orcel si è assicurata (a oggi) il sostegno da parte dell’11,91% del capitale di Commerzbank e l’utilizzo dei derivati.

Nel giorno in cui la Procura di Francoforte ha comunicato di aver avviato un’indagine preliminare su una presunta manipolazione del mercato a seguito di una denuncia presentata contro ignoti alla BaFin dal consiglio di fabbrica di Commerbank, questa mattina UniCredit è passata al contrattacco, rispondendo punto per punto alle recenti accuse di Commerzbank sulla correttezza dei dati forniti, ribadendo di aver ha sempre agito con “trasparenza” e nel “pieno rispetto” delle normative, e arrivando a minacciare indirettamente di sostituire il management della seconda banca tedesca. Le partecipazioni e gli interessi azionari sono stati comunicati “in modo chiaro e accurato”, ha replicato UniCredit, e le affermazioni relative a presunte attività di prestito titoli sono “infondate”. Semmai, “la confusione e la conseguente narrazione fuorviante hanno avuto origine dalle dichiarazioni di Commerzbank”. Proprio per questo la banca italiana si è rivolta direttamente alla Bafin, chiedendo all’Autorità federale di vigilanza finanziaria “una valutazione approfondita delle circostanze relative a tali dichiarazioni, della loro attendibilità e del loro apparente intento di compromettere l’integrità del processo di offerta, generando confusione tra gli stakeholder”.