Il collegio di difesa degli imputati nel processo CasaPound che ha visto a Bari la condanna di 12 militanti a pene fino a due anni e mezzo segnala «con forza» che «nessuno degli imputati è mai stato processato e di conseguenza condannato per il delitto di ricostituzione del partito fascista, previsto e disciplinato dall'art. 2 della legge Scelba. Al contrario gli stessi erano stati chiamati a rispondere della violazione dell'art. 5 della stessa legge che prevede altro, ovvero che punisce con la reclusione (fino a 3 anni) e la multa chiunque, in pubbliche riunioni, compia “manifestazioni usuali del disciolto partito fascista”. La norma vieta gesti, saluti (come quello romano) o simboli riconducibili al fascismo o al nazismo».

L’avvocato Saverio Ingraffia, che ha difeso gli imputati assieme ai colleghi Antonio Mitolo e Giampiero Milone - spiega che la menzione nel capo d'imputazione anche dell'articolo 1 (oltre all'articolo 5, ndr) della legge Scelba «è di tipo generale e meramente descrittiva degli articoli successivi della stessa disposizione normativa, come appunto il contestato articolo 5 che punisce chi, partecipando a pubbliche riunioni, compie manifestazioni usuali del disciolto partito fascista». La difesa ha annunciato appello contro la sentenza.