Il Comune di Bari e la Regione Puglia, insieme all’Anpi, sono stati parti civili nel processo ai militanti di CasaPound concluso con le condanne di 12 dei 17 imputati con quella che per il sindaco, Vito Leccese, “è una sentenza storica, di grande valore democratico”.

Anche il presidente della Regione, Antonio Decaro, commenta "positivamente la sentenza che ha riconosciuto i reati di riorganizzazione del disciolto partito fascista e di manifestazione fascista, ai militanti di CasaPound" e annuncia che "la Regione devolverà le somme che saranno incamerate a titolo di risarcimento per le attività dell'Osservatorio regionale sui neofascismi in Puglia".

"Perchè - spiega - siamo convinti che l'unico modo per combattere il fascismo o i tentativi di riabilitazione della cultura e della politica fascista sia continuare a disseminare cultura e conoscenza su ciò che realmente è stato e ha prodotto il fascismo in Italia. Non possiamo fare nessun passo indietro in tal senso - conclude - e tutti i tentativi di riabilitazione storica, culturale e politica di una stagione nefasta come è stata quella fascista, devono essere fermati sin dal principio".

Sulla sentenza Leccese aggiunge: "È una decisione che sgombra il campo da ambiguità: metodi e organizzazioni che si richiamano al fascismo sono incompatibili con la nostra Costituzione e non possono trovare spazio nella vita democratica. Questo verdetto onora il dolore delle vittime di quell'ignobile agguato e restituisce dignità a una città, costituitasi parte civile, che non si è mai piegata al sopruso. Bari - conclude Leccese - si riconosce nei valori dell'antifascismo e della convivenza civile. Il Comune continuerà a promuovere iniziative culturali, percorsi nelle scuole e momenti pubblici di memoria per rafforzare la coscienza democratica. Oggi ha vinto la Repubblica".